KGM Actyon Full Hybrid: grande fuori, sorprendente davvero

Ci sono SUV che appena li guardi ti fanno venire voglia di controllare se nel parcheggio accanto ci sia abbastanza spazio per aprire la portiera. Poi ci sali, percorri qualche chilometro e scopri che quei quasi quattro metri e ottanta sembrano improvvisamente molti meno.

La KGM Actyon Full Hybrid 2WD è esattamente una di quelle auto.

Sulla carta è grande: 4,74 metri di lunghezza, quasi 1,92 metri di larghezza, una carrozzeria importante e cerchi da 20 pollici che non fanno esattamente nulla per nascondere le sue dimensioni.

Eppure, dopo averla portata sulle strade del Friuli Venezia Giulia, tra Udine, Rivignano Teor e Latisana, la sensazione è stata quasi opposta.

La Actyon è grande fuori, sì.

Ma al volante non sembra affatto un transatlantico.

E la sorpresa più grossa, curiosamente, non è arrivata guidandola.

È arrivata guardando il consumo.

Una coreana che non ha alcuna voglia di passare inosservata

Partiamo dall’aspetto.

Perché la nuova Actyon è una di quelle automobili che non cercano disperatamente di sembrare più piccole, più discrete o più innocenti di quello che sono.

Ha un cofano alto, superfici importanti, una linea laterale muscolosa e una zona posteriore più filante che cerca di aggiungere qualcosa della filosofia coupé a una carrozzeria chiaramente SUV.

La firma luminosa anteriore e alcuni elementi grafici richiamano l’identità coreana, mentre i cerchi in lega da 20 pollici con pneumatici 245/45 R20 riempiono bene i passaruota e contribuiscono a darle una presenza importante.

Insomma, non è esattamente l’auto che comprate se volete arrivare in un parcheggio senza essere notati.

Ma la parte interessante è che le dimensioni non si trasformano immediatamente in goffaggine.

Anzi.

Dopo i primi chilometri arriva spontaneamente una domanda.

Dove sono finiti quei 4,74 metri?

Grande sulla carta. Molto meno grande quando la guidi

Le misure parlano chiaro.

La KGM Actyon misura circa 474 cm di lunghezza, 192 cm di larghezza e 168 cm di altezza, mentre il passo arriva a 268 cm.

L’altezza minima da terra è di 193 mm e il diametro minimo di sterzata dichiarato per la Hybrid 2WD è di 10,9 metri.

Numeri che, letti uno dietro l’altro, potrebbero far immaginare un mezzo da manovrare con la stessa delicatezza necessaria per far entrare un traghetto nel porto di Trieste.

Fortunatamente non è così.

Nel traffico di Udine e soprattutto lungo alcune delle strade più strette della bassa friulana, la Actyon si è rivelata molto più semplice da gestire del previsto.

La posizione di guida rialzata aiuta a capire bene dove finisce la carrozzeria, il servosterzo elettrico non richiede sforzi inutili e i sistemi di assistenza, insieme alle telecamere, rendono decisamente meno traumatiche le manovre.

Naturalmente non diventa una citycar per magia.

Ma soprattutto non mette soggezione.

Ed è probabilmente uno dei complimenti più importanti che si possano fare a un SUV di queste dimensioni.

KGM Actyon Full Hybrid: la parte interessante è sotto il cofano

Poi arriva il sistema ibrido.

Ed è qui che la Actyon comincia a diventare molto più interessante di quanto il semplice impatto estetico possa suggerire.

La versione della nostra prova è la Full Hybrid 2WD, che abbina un motore benzina quattro cilindri turbo da 1.498 cm³, 150 CV e 220 Nm, a un motore elettrico capace di sviluppare 130 kW, equivalenti a 177 CV, e 300 Nm di coppia.

A gestire il tutto troviamo una trasmissione e-DHT, mentre la trazione è anteriore.

L’obiettivo non è trasformare la Actyon in una sportiva travestita da SUV.

E meno male.

Qui tutto è stato pensato soprattutto per ottenere fluidità, comfort ed efficienza.

Tre parole che sulla brochure sembrano tremendamente noiose.

Poi guardate il consumo che abbiamo rilevato.

E improvvisamente diventano parecchio interessanti.

16,3 km/l: e qui abbiamo controllato due volte

Durante il nostro itinerario sulle strade friulane abbiamo registrato un consumo medio di 16,3 km/l, equivalente a circa 6,13 l/100 km.

Sedici virgola tre chilometri con un litro.

Su un SUV lungo quasi quattro metri e ottanta.

Non male.

Anzi, decisamente non male.

È il tipo di dato che inizialmente ti porta a guardare il computer di bordo una seconda volta per essere sicuro di non aver letto qualcosa male.

Naturalmente stiamo parlando del risultato ottenuto durante la nostra prova, quindi non di un valore scientificamente replicabile in qualsiasi situazione.

Cambiate strada, temperatura, traffico, stile di guida o velocità e inevitabilmente cambierà anche il risultato.

Ma resta un dato interessante proprio perché ottenuto in condizioni reali, attraversando città, provinciali, tratti più scorrevoli e strade della campagna friulana.

Ed è qui che il sistema Full Hybrid mostra uno dei propri vantaggi principali.

Nei rallentamenti e nei tratti urbani la componente elettrica interviene frequentemente, riducendo il lavoro richiesto al motore termico e rendendo la marcia particolarmente fluida.

Non dovete collegare nulla.

Non dovete cercare colonnine.

Non dovete pianificare soste.

Guidate.

E il sistema decide da solo come usare l’energia nel modo più efficiente possibile.

A volte la tecnologia migliore è quella che riesce a lavorare senza obbligarci a pensarci continuamente.

Il Full Hybrid ha senso proprio perché non vi cambia la vita

Ed è questo uno degli aspetti che abbiamo apprezzato maggiormente.

La Actyon non vi chiede di imparare un nuovo modo di usare l’automobile.

Non dovete ricordarvi di metterla sotto carica la sera.

Non dovete cambiare itinerario perché la batteria sta terminando.

Non dovete passare mezz’ora davanti a un’applicazione cercando la stazione giusta.

Mettete benzina e partite.

Nel frattempo, però, il sistema elettrico lavora continuamente dietro le quinte.

In città permette di ridurre consumi e intervento del motore termico, nei rallentamenti recupera energia e nelle ripartenze contribuisce alla fluidità generale.

Non è una rivoluzione.

Ed è probabilmente proprio questo il punto.

Funziona senza pretendere di esserlo.

Dentro sembra costare più di quello che immagini

Se il consumo è stata una sorpresa, l’altra arriva aprendo la portiera.

Perché l’abitacolo della Actyon è uno di quei casi nei quali il marchio sul volante rischia di condizionare il giudizio prima ancora di sedersi.

KGM non ha ancora, almeno da noi, il peso d’immagine di alcuni costruttori europei premium.

E forse proprio per questo l’interno sorprende.

La plancia è dominata da due display da 12,3 pollici, uno per la strumentazione e uno dedicato all’infotainment, integrati in una soluzione moderna e piuttosto pulita.

Ci sono Apple CarPlay e Android Auto, telecamere a 360 gradi e numerosi sistemi di assistenza alla guida.

A seconda dell’allestimento si possono inoltre trovare sedili anteriori riscaldabili e ventilati, regolazioni elettriche, tetto panoramico apribile, portellone elettrico, volante riscaldato e illuminazione ambientale personalizzabile.

Tradotto: difficilmente salirete a bordo pensando che manchi qualcosa di fondamentale.

Materiali e sedili: qui KGM ha fatto i compiti

Ma l’equipaggiamento, da solo, non basta.

Si può riempire un abitacolo di schermi, lucine e pulsanti e ottenere comunque qualcosa con il fascino di una sala d’attesa dell’aeroporto.

La Actyon, fortunatamente, riesce a fare meglio.

Materiali, rivestimenti, inserti e combinazioni cromatiche restituiscono una sensazione di cura interessante, soprattutto considerando il posizionamento commerciale dell’auto.

E poi ci sono i sedili.

Comodi.

Davvero comodi.

Dopo diverse ore passate a bordo è proprio questo uno degli elementi che rimane maggiormente impresso.

La posizione di guida è rilassata, lo spazio davanti abbonda e anche i passeggeri posteriori possono contare su un’abitabilità molto generosa.

Il bagagliaio offre 668 litri di capacità, che possono arrivare fino a circa 1.568 litri abbattendo gli schienali posteriori.

Quindi sì, è grande.

Ma almeno quei centimetri sono stati utilizzati per qualcosa.

Da Udine verso la bassa friulana: il territorio giusto per capirla

Per provarla abbiamo scelto di attraversare una parte del Friuli Venezia Giulia che permette di alternare situazioni molto differenti.

Udine significa traffico, rotatorie, semafori e utilizzo urbano.

Scendendo verso Rivignano Teor, il panorama comincia invece ad aprirsi e il ritmo cambia.

Arrivano provinciali, rettilinei, attraversamenti dei piccoli centri e quelle strade immerse nella campagna friulana dove si può finalmente iniziare a capire come lavora davvero un’automobile.

Proseguendo verso Latisana, la Actyon ha continuato a fare quello che aveva fatto fin dai primi chilometri: rendere semplici le cose.

Non ha cercato di trasformare ogni curva in una prova speciale.

Non ne avrebbe alcun senso.

La trasmissione e-DHT privilegia la fluidità e l’intero comportamento della vettura invita a mantenere una guida rilassata.

La Actyon non vi spinge ad andare più forte. Vi invita ad andare più lontano.

E su un SUV destinato principalmente alla famiglia e ai viaggi, forse è esattamente quello che dovrebbe succedere.

Non è una sportiva. E non prova nemmeno a fingere di esserlo

Questa è un’altra cosa che abbiamo apprezzato.

Viviamo in un’epoca nella quale qualsiasi automobile sembra obbligata ad avere una modalità Sport.

SUV da due tonnellate.

Monovolume.

Elettriche familiari.

Probabilmente prima o poi metteranno il Launch Control anche sui furgoni dei corrieri.

La Actyon non ha bisogno di raccontare quella storia.

La sua natura è evidente.

È pensata per trasportare persone e bagagli in maniera confortevole, consumare poco rispetto alle proprie dimensioni e offrire un ambiente nel quale trascorrere diverse ore senza uscirne con la schiena convinta di aver partecipato alla Dakar.

L’assetto privilegia il comfort, la risposta del sistema ibrido è progressiva e il comportamento su strada rimane prevedibile.

Non emoziona come una sportiva.

Ma nemmeno dovrebbe farlo.

Ci sono auto che devono farvi venire voglia di attaccare una curva.

Questa deve farvi venire voglia di caricare le valigie e partire.

Il vero punto forte? Quanto offre rispetto a quanto chiede

Alla fine, però, la Actyon gioca probabilmente la propria partita migliore sul rapporto tra contenuti e posizionamento.

Perché l’errore sarebbe considerarla semplicemente un’alternativa economica ai SUV dei marchi più conosciuti.

È riduttivo.

Qui ci sono dimensioni importanti, un abitacolo spazioso, 668 litri di bagagliaio, doppio display, numerosi ADAS, telecamere a 360°, comfort e una motorizzazione Full Hybrid che durante la nostra prova ha restituito consumi decisamente interessanti.

Poi naturalmente arriverà il giudizio personale.

Il design può piacere moltissimo oppure meno.

Il marchio KGM è ancora relativamente nuovo per una parte del pubblico italiano, anche se dietro quelle tre lettere c’è l’eredità di SsangYong.

Ma proprio per questo la Actyon rischia di essere sottovalutata.

Perché molti potrebbero arrivare a provarla pensando di trovarsi davanti semplicemente a un SUV coreano conveniente.

E scendere dall’auto con parecchi pregiudizi in meno.

KGM Actyon Full Hybrid: la sorpresa è che non deve dimostrare niente

Dopo il nostro viaggio tra Udine, Rivignano Teor e Latisana, l’impressione più forte è che la nuova KGM Actyon Full Hybrid 2WD sia un’automobile molto più equilibrata di quanto la carrozzeria piuttosto appariscente possa suggerire.

È grande, ma non è complicata da guidare.

È tecnologica, ma non obbliga il conducente a passare la giornata a combattere con la tecnologia.

È spaziosa, ma non consuma come una petroliera.

E soprattutto, durante la nostra prova, quei 16,3 km/l hanno dimostrato che un SUV di quasi 4,8 metri può essere molto meno assetato di quanto il buon senso suggerirebbe guardandolo parcheggiato.

Dentro c’è spazio.

C’è comfort.

C’è una dotazione generosa.

E c’è una qualità percepita che potrebbe sorprendere soprattutto chi KGM non l’ha mai presa seriamente in considerazione.

La Actyon non cerca di fare la sportiva, non prova a essere un fuoristrada estremo e non vuole convincervi che state guidando qualcosa che non è.

Fa il SUV.

E lo fa piuttosto bene.

Che nel mercato attuale, pieno di automobili che cercano disperatamente di essere cinque cose diverse contemporaneamente, potrebbe essere la sua qualità più intelligente.

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