30° Ecoraduno Carnia 4×4 – Memorial Titta Concina: trent’anni di fango, amicizia e rispetto

Ci sono eventi che non si misurano con il numero dei chilometri, con i cavalli sotto al cofano o con la quantità di gomme tassellate parcheggiate in fila come soldati pronti alla battaglia.

Ci sono eventi che si misurano con le persone.

Con chi torna ogni anno. Con chi arriva da lontano. Con chi parte al mattino con il CB acceso, il sorriso in faccia e quella voglia sana di strada, montagna, compagnia e libertà. Con chi sa che il fuoristrada non è solo mettere le ruote dove l’asfalto si arrende, ma è anche rispetto, territorio, amicizia e memoria.

Il 30° Ecoraduno Carnia 4×4 – Memorial Titta Concina è stato esattamente questo: una grande festa del 4×4, certo, ma soprattutto un anniversario importante per una manifestazione che da trent’anni racconta la Carnia nel modo più autentico possibile.

Non da cartolina lucidata per i turisti distratti.
Ma da dentro.
Attraversandola. Vivendola. Rispettandola.

Una carovana internazionale nel cuore della Carnia

Per il trentennale, il Raduno Carnia 4×4 ha confermato ancora una volta di non essere un semplice appuntamento locale. Qui non parliamo del solito ritrovo con due macchine, tre panini e quattro chiacchiere da parcheggio.

Qui parliamo di 71 veicoli presenti, con partecipanti arrivati da tutta Italia e da diversi Paesi europei: Austria, Slovenia, Croazia, Germania e Malta.

E come se non bastasse, a dare ancora più respiro internazionale all’evento, anche la presenza di due equipaggi originari dall’Argentina e dal Cile.

A questo punto chiamarlo “raduno” sembra quasi riduttivo. È più una piccola spedizione collettiva, una carovana di appassionati che si ritrova in Carnia non solo per guidare, ma per condividere qualcosa.

Perché il bello del Carnia 4×4 è proprio questo: non importa da dove arrivi, che mezzo guidi, quanti anni hai o quante volte hai già partecipato. Quando entri nella carovana, fai parte della stessa storia.

E la Carnia, con le sue montagne, i suoi paesi, i suoi boschi e le sue strade, fa il resto.

106 chilometri di Carnia vera

Il percorso del 30° Ecoraduno Carnia 4×4 si è sviluppato su 106 chilometri. Non una passeggiata finta da SUV lucido con il navigatore impostato su “evita ogni emozione”, ma un itinerario pensato per far vivere davvero il territorio.

Strade di montagna, sterrati, passaggi panoramici, tratti più tecnici e scorci capaci di ricordare a tutti perché la Carnia è un posto speciale.

Qui il fuoristrada non è esibizione. È esplorazione.
Non è casino. È ascolto.
Non è “passo e me ne vado”. È “passo, guardo, rispetto e magari raccolgo pure quello che altri hanno lasciato”.

Come da tradizione, non sono mancate le soste gastronomiche dedicate ai sapori carnici. Perché il Raduno Carnia 4×4 non attraversa semplicemente un territorio: lo racconta anche attraverso la tavola, i prodotti locali, l’accoglienza e quelle pause in cui il motore si spegne, ma la giornata continua a vivere.

E diciamolo: dopo chilometri di strade, curve, polvere, fango e salite, un piatto carnico non è una sosta. È quasi una benedizione meccanica.

Il fuoristrada che pulisce: 9,8 quintali di rifiuti raccolti

Il cuore dell’Ecoraduno, però, resta la sua anima ecologica. E qui bisogna dirlo forte, perché là fuori c’è ancora qualcuno convinto che il fuoristrada sia solo rumore, pneumatici grossi e gente che va in montagna a fare disastri.

Bene. Il 30° Ecoraduno Carnia 4×4 ha risposto con i fatti.

Durante il percorso, gli equipaggi hanno partecipato alla raccolta dei rifiuti trovati lungo le strade e nelle aree attraversate. Il risultato finale è stato impressionante: 9,8 quintali di spazzatura raccolta.

Quasi una tonnellata.

Quasi una tonnellata di materiale tolto dall’ambiente grazie a persone che, invece di limitarsi a parlare di rispetto, hanno caricato, raccolto, spostato e portato via.

Questa è la differenza tra fare retorica verde da divano e sporcarsi davvero le mani.

A vincere la speciale raccolta rifiuti è stato l’equipaggio formato da Alex e Maria Puppat, che con il loro Mercedes G hanno caricato addirittura un vecchio scaldabagno.

Uno scaldabagno.

In mezzo alla natura.

Perché evidentemente qualcuno, un giorno, ha pensato che il posto migliore per liberarsi di uno scaldabagno fosse la montagna. Genio assoluto. Medaglia al contrario.

Alex e Maria, invece, hanno fatto quello che rappresenta perfettamente lo spirito dell’Ecoraduno: hanno visto il problema, lo hanno caricato e lo hanno portato via.

Questo è fuoristrada fatto bene. Questo è rispetto. Questo è il motivo per cui il Carnia 4×4 ha senso da trent’anni.

Trial: tecnica, controllo e zero cronometro

Tra i momenti più attesi della giornata c’è stata anche la prova di trial. Ma attenzione, perché qui bisogna essere precisi: non era una prova a tempo.

Niente piede pesante, niente cronometro, niente guida da videogame con il cervello lasciato nel portaoggetti.

La prova di trial era una sfida di tecnica, precisione e controllo. Perché nel fuoristrada vero, spesso non vince chi accelera di più. Vince chi capisce il terreno. Chi sa dosare. Chi sa aspettare. Chi sa mettere le ruote nel punto giusto senza trasformare ogni ostacolo in una scena da film catastrofico.

Per la categoria dei veicoli grandi, la vittoria è andata a Federico Buttò con il suo Pajero.

Per la categoria dei veicoli piccoli, invece, si è imposto Felix Wegleiter con un Haflinger. Piccolo nelle dimensioni, gigantesco nel fascino. Uno di quei mezzi che sembrano usciti da un’altra epoca, ma che quando il terreno si complica ti ricordano che la simpatia va bene, però la meccanica intelligente va ancora meglio.

Volti, storie e presenze speciali

Ogni raduno ha i suoi numeri. Ma i numeri, da soli, sono freddi. Sono utili, certo, ma non bastano.

Il Carnia 4×4 vive soprattutto di volti, storie e presenze che restano.

Tra quelle da ricordare in questa trentesima edizione c’è l’equipaggio interamente femminile formato da Laura Sgardello e Claudia Ferigo. Una presenza bella e importante, perché il fuoristrada è passione, competenza, condivisione e libertà. Non è mai stato, e non deve essere, un club chiuso con il cartello “solo per duri” appeso storto all’ingresso.

Anche perché spesso quelli che si definiscono “duri” sono i primi a piantarsi appena il terreno diventa interessante.

Da citare anche l’equipaggio sempre presente di Flavio Tilotti con la sua fedele Panda 4×4, ormai parte della storia e dell’identità del Raduno Carnia.

E qui bisogna fermarsi un secondo.

Perché in Carnia una Panda 4×4 non è mai solo una macchina. È un animale mitologico con il portellone. È un pezzo di cultura alpina. È piccola, quadrata, apparentemente innocua, ma quando la strada comincia a fare sul serio guarda certi mezzi enormi e sembra dire: “Spostati, pivello”.

La Panda 4×4 è così: non urla, non si gonfia, non deve dimostrare niente. Sale e basta.

Un anniversario costruito da una grande squadra

Il 30° Ecoraduno Carnia 4×4 – Memorial Titta Concina non sarebbe stato possibile senza una rete importante di amministrazioni, realtà locali, aziende, partner e sponsor che hanno creduto nella manifestazione.

Perché un evento così non nasce mai da solo. Nasce da chi organizza, da chi lavora dietro le quinte, da chi apre una strada, prepara una sosta, dà una mano, sostiene, accompagna, crede nel territorio e capisce il valore di una tradizione che continua.

Un ringraziamento speciale va prima di tutto ai Comuni che hanno sostenuto l’evento:

Comune di Amaro
Comune di Tolmezzo
Comune di Venzone
Comune di Villa Santina

Accanto a loro, il raduno ha potuto contare su una rete preziosa di partner e sponsor:

Io Sono Friuli Venezia Giulia
BFGoodrich
SilaGum
Kapriol
Monviert
Jeep ProntoAuto
Pasticceria De Marchi
Ma-Fra
Goccia di Carnia
Pro Loco Amaro
Polisportiva Amaro / U.S. Amaro ASD
Witor’s
UISP
San Benedetto
Caseificio Val Tagliamento
Birra Cadore
Euro4x4parts
Clean Service Srl
Selca

Un elenco lungo, sì. Ma necessario.

Perché dietro una giornata riuscita non c’è mai solo il rombo dei motori. C’è un territorio che risponde presente. Ci sono aziende che credono nell’evento. Ci sono persone che lavorano prima, durante e dopo. Ci sono mani che montano, sistemano, preparano, accolgono, coordinano e poi, quando tutti sono tornati a casa, rimettono tutto in ordine.

Questa è la parte che spesso non si vede. Ma senza questa parte, non parte niente.

Trent’anni di strada, memoria e Carnia

Arrivare alla trentesima edizione significa aver costruito qualcosa che dura.

Significa aver attraversato generazioni, cambiamenti, mezzi diversi, percorsi nuovi, difficoltà, evoluzioni e momenti non sempre semplici, senza perdere l’identità originaria.

Il Raduno Carnia 4×4 continua a essere una manifestazione capace di mettere insieme il piacere della guida in fuoristrada, la scoperta del territorio, la valorizzazione delle tradizioni locali e un’azione concreta per l’ambiente.

Ed è questa la sua forza.

Non è un raduno che passa e basta.
Non è una colonna di mezzi che attraversa un posto senza lasciare nulla.
O meglio: qualcosa lascia.

Lascia sorrisi.
Lascia amicizie.
Lascia ricordi.
Lascia rifiuti raccolti, non abbandonati.
Lascia un territorio più rispettato di come è stato trovato.

Il 30° Ecoraduno Carnia 4×4 – Memorial Titta Concina non è stato soltanto un anniversario. È stato un modo per dire grazie a chi ha costruito questa storia, a chi continua a portarla avanti e a chi, magari per la prima volta, ha capito cosa significa vivere il fuoristrada in Carnia.

Perché qui il 4×4 non è solo una passione.

È un modo di incontrarsi.
Di aiutarsi.
Di conoscere luoghi veri.
Di difendere un territorio.
Di fare comunità.

Una traccia, certo, la lascia. Ma non quella sbagliata.

Lascia una traccia fatta di pneumatici, sorrisi, piatti condivisi, motori accesi, mani sporche, boschi rispettati e amicizie che continuano a percorrere la stessa strada.

Trent’anni sono un traguardo enorme.

Ma per il Raduno Carnia 4×4 sembrano soprattutto una cosa: l’inizio del prossimo viaggio. 🚙

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