Velocità di innovazione: dentro la missione Ford in Formula 1 con Red Bull Powertrains

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In Formula 1 la velocità non si misura solo in rettilineo.
Si misura nei giorni. Anzi, nelle ore.

Se per stampare un componente servono 16 giorni, hai già perso la gara prima ancora di accendere il motore. È da questa consapevolezza brutale che nasce uno dei contributi più immediati e decisivi di Ford alla partnership con Red Bull Powertrains.

Tagliare il tempo.
Non rifinire. Non ottimizzare. Tagliare.

Grazie alla manifattura additiva avanzata, Ford ha ridotto il ciclo di produzione di un prototipo da 16 giorni a 5. Tradotto: tre volte più iterazioni, tre volte più errori corretti, tre volte più vantaggio sugli altri.

Qui non si progetta.
Qui si caccia.


Un motore nato tra Dearborn e Milton Keynes

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Il compito è chiaro e spietato: unire 125 anni di cultura vincente Ford con la ferocia operativa Red Bull, che in vent’anni ha riscritto le regole della Formula 1.

Dal 2026 Ford tornerà ufficialmente in F1 come fornitore di power unit, in un progetto sviluppato da zero sotto la guida Red Bull. Niente eredità, niente scorciatoie.

Nei laboratori Ford e a Milton Keynes si stanno costruendo componenti unici per:

  • motore endotermico
  • sistema di sovralimentazione
  • energy recovery system

Pezzi complessi, stampati, testati, distrutti e ristampati in tempo reale, mentre team separati da un oceano lavorano come se fossero nella stessa stanza.


La vera arma segreta: un simulatore che corre più veloce del tempo

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Ma l’hardware è solo metà della guerra.

Ford entra nella F1 2026 contro costruttori che hanno decenni di esperienza. Aspettare i risultati delle simulazioni tradizionali non è un’opzione. Così un ingegnere Ford Racing, Kevin Ruybal, ha fatto qualcosa di radicale.

Ha sviluppato un modello di controllo che gira 1.000 volte più veloce del tempo reale.

Mille.

Questo significa che i piloti possono sentire il comportamento del motore nel simulatore, fornire feedback, e modificare strategie di erogazione prima che il pezzo fisico esista.

Non è simulazione.
È preveggenza.


Gestire l’energia come un’arma

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Nel 2026 la F1 sarà una danza chirurgica tra elettrico e combustione. E qui Ford sta giocando una partita che va ben oltre il circus.

Insieme agli ingegneri Red Bull, Sam Angeli e Mike Huang stanno sviluppando algoritmi di dynamic programming che decidono in tempo reale:

  • quando scaricare energia
  • quando conservarla
  • come massimizzare il giro perfetto

È come avere uno stratega invisibile a bordo, che suggerisce al sistema la scelta più veloce in ogni singola curva.

Le stesse logiche di gestione termica e di stato di carica che oggi servono per vincere in F1, domani permetteranno a un Ford elettrico di trainare di più e ricaricare più velocemente.

La pista come laboratorio. Sempre.


Verso il 2026: niente margine d’errore

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Marzo 2026 non è lontano. È dietro l’angolo.

E vedere gli ingegneri Ford lavorare integrati a Milton Keynes dimostra una cosa semplice: quando due team d’élite si fondono, il limite smette di esistere.

Ford e Red Bull Powertrains stanno lavorando giorno e notte. Perché la Formula 1 non perdona.
È il banco prova definitivo.

E l’Ovale Blu è pronto a dimostrare che l’innovazione, quando corre più veloce del tempo, vince.

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