Artugna Race 2026: fango, guasti e caos totale. Tomasini vince quando tutti cadono 🌧️🏁

Il Campionato Italiano Cross Country 2026 non è iniziato con un taglio del nastro elegante.

È iniziato con secchiate d’acqua, pozzanghere profonde come crateri e macchine impantanate fino agli assi.

Benvenuti alla Artugna Race, sedicesima Italian Baja di Primavera, che ha aperto la stagione sugli sterrati della pedemontana pordenonese. Una gara che sembrava scritta per un vincitore… poi per un altro… poi per un altro ancora.

Alla fine, quando il fango si è posato e i cronometri hanno smesso di impazzire, a festeggiare sono stati Andrea Tomasini e Angelo Mirolo, sul loro Polaris Razor Pro 2.0.

Una vittoria costruita con la testa, mentre attorno crollavano certezze e macchine.


Il terreno: una trappola perfetta

L’Artugna è quel tipo di gara che ti guarda negli occhi e ti dice:
“Vediamo quanto sei bravo davvero.”

La speciale da 26,94 km era un miscuglio brutale di:

  • guadi gonfiati dalla pioggia
  • fango pesante
  • rettilinei dove bastava un attimo per perdere tutto
  • curve a spigolo dove la trazione spariva

Tenere il piede giù? Facile dirlo.
Riuscire a ripartire dopo una curva nel pantano… un’altra storia.

Non a caso qualcuno nel paddock l’ha definita semplicemente:
“Fuoristrada vero.”


Castagnera stava vincendo. Poi l’auto ha detto basta.

Per buona parte della gara sembrava un copione perfetto.

Andrea Castagnera – Alberto Marcon sul loro Can-Am Maverick stavano guidando con autorità. Ritmo alto, guida pulita e vantaggio costruito giro dopo giro.

Dietro di loro i campioni italiani Mengozzi – Tassile su Toyota Hilux Overdrive cercavano di restare agganciati.

Poi la gara ha iniziato a fare quello che le gare off-road fanno meglio: distruggere i piani di tutti.

Prima Mengozzi rompe il ponte posteriore dopo appena 6 km. Gara finita.

Poi arriva l’incidente dei fratelli Tinaburri, uscita di strada senza conseguenze ma speciale neutralizzata.

La classifica si congela. Ma è solo la calma prima della tempesta.


Il finale: il rally raid nel suo stato più puro

Ultimo giro.

Castagnera è ancora davanti.
Poi succede la cosa che ogni pilota teme.

La pompa della benzina smette di funzionare.

L’equipaggio prova di tutto: fili, contatti, tentativi disperati nel fango.
Ma il tempo scorre. Troppo.

Nel frattempo i giovanissimi Kevin e Giada Manocchi su Yamaha Xyz 1000R sembrano pronti a prendersi la vittoria.

Ma anche qui il destino decide di giocare sporco: irregolarità tecnica e squalifica.

E così, mentre tutti guardavano altrove, la vittoria finisce nelle mani di Tomasini – Mirolo.

Un successo che sa di opportunismo, resistenza e sangue freddo.


Il podio: tre marchi, tre storie

Classifica finale assoluta:

🥇 Tomasini – Mirolo (Polaris)
🥈 Cisella – Mingozzi (Can-Am) +17”1
🥉 Rossi – Presotto (Yamaha) +1’16”9

Un podio tutto Side-by-Side T4, segno di quanto queste macchine siano diventate centrali nel cross country moderno.


Dietro: campioni e outsider

Appena fuori dal podio troviamo Lorenzo Codecà, undici titoli italiani, con il suo Suzuki Grand Vitara.

Poi Galletti – Fontana Sacchetti con il Pajero WRC, seguiti da Bordonaro – Lovisa.

Chiude la Top 10 il gigantesco Century buggy di Schiumarini – Coffaro, difficile da girare nello stretto ma spettacolare come i prototipi africani dei tempi di Schlesser.


Anche i rallisti volevano giocare

Il record di iscritti (62 equipaggi) è stato trainato anche dai rallisti.

Una speciale da quasi 27 km è una tentazione troppo grande per chi ama controsterzo e polvere.

Alla fine nel Trofeo Rally vincono:

🥇 Andrea De Luna – Denis Pozzo (Skoda Fabia)
🥈 Versace – Giatti
🥉 Carniello – Budoia

Nell’Open Storico duello spettacolare tra la Ford Escort RS e la Opel Corsa GSi.

Alla fine vince Cristian Secondin.


Morale della storia

L’Artugna Race ha ricordato a tutti cosa significa davvero correre nel cross country.

Qui non vince sempre il più veloce.

Vince chi:

  • rompe meno
  • sbaglia meno
  • e resta lucido quando il fango inghiotte tutto.

E questa volta quel pilota è stato Andrea Tomasini.

Il Campionato Italiano Cross Country 2026 è appena iniziato.

E se l’inizio è stato così… preparatevi a una stagione decisamente sporca.


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