Dieci esemplari. Zero compromessi. La Quadrifoglio più estrema mai vista.
Ci sono auto che nascono per essere guidate.
E poi ci sono auto che nascono per diventare leggenda ancora prima di girare la chiave.
Al Salone di Bruxelles 2026 Alfa Romeo ha tolto il velo a una di quelle vetture che fanno fermare il tempo per qualche secondo. Si chiama Giulia Quadrifoglio Luna Rossa ed è molto più di una serie speciale: è una dichiarazione di guerra gentile al mondo delle berline sportive moderne.
Dieci esemplari. Tutti già venduti.
E sì, è ufficialmente la Quadrifoglio più estrema di sempre.


Bottegafuorisere
Quando Alfa Romeo smette di giocare
Questa Giulia non nasce da un reparto marketing.
Nasce da Bottegafuorisere, la divisione Alfa Romeo dedicata ai progetti speciali, quelli dove il compromesso non entra nemmeno dalla porta.
Il nome Luna Rossa non è un esercizio di stile. È un omaggio diretto al team italiano di vela con cui Alfa Romeo condivide valori, tecnologia e ossessione per la prestazione assoluta. Qui il parallelo è chiaro: come una barca AC75 vola sull’acqua grazie ai foil, questa Giulia vuole incollarsi all’asfalto come non mai.
E il risultato si vede. Eccome se si vede.
Aerodinamica
Più cattiva. Più affilata. Molto più seria.
Il primo impatto è brutale.
Non per volgarità, ma per funzione pura.
Davanti spuntano:
- due canard aerodinamici
- un nuovo splitter maggiorato
Lungo i fianchi:
- minigonne in fibra di carbonio, tese come una lama
Dietro succede il vero spettacolo:
- nuovo diffusore
- uno spoiler posteriore ispirato ai foil di Luna Rossa AC75, pensato per generare carico reale, non per Instagram
Alfa Romeo dichiara 140 kg di deportanza a 300 km/h.
Numeri che non appartengono al mondo delle berline. Ma questa, chiaramente, non è una berlina normale.
La livrea completa l’opera:
una striscia rossa laterale con la scritta LUNA ROSSA che corre lungo la fiancata come una cicatrice di guerra.

Interni
Motorsport vero, non finta sportività
Apri la porta e capisci subito che qui non si parla di comfort democratico.
I sedili sono Sparco avvolgenti, ispirati direttamente ai giubbotti di salvataggio dell’equipaggio Luna Rossa. Rivestimento grigio, striscia rossa centrale, contenimento totale. Ti siedi e il messaggio è chiaro: sei parte dell’auto, non un passeggero.
Davanti al passeggero, un dettaglio che vale più di mille optional:
- badge numerato che indica quale dei dieci esemplari stai guardando
Non ci sono eccessi. Non ci sono lucine inutili.
Solo ciò che serve per guidare forte, a lungo, sul serio.

Motore
Il V6 che non ha bisogno di presentazioni
Sotto il cofano Alfa Romeo non ha sentito il bisogno di cambiare ciò che già era perfetto.
Resta il leggendario:
- V6 biturbo 2.9 litri
- 520 CV
- trazione posteriore
- cambio automatico ZF a 8 rapporti
Ma attenzione: non è “la stessa Giulia”.
Qui entra in gioco Akrapovič, con un impianto di scarico dedicato che:
- alleggerisce
- amplifica
- trasforma il suono del V6 in qualcosa di meccanicamente indecente
È uno di quei motori che non ti chiede di essere acceso.
Ti sfida ad accenderlo.
Produzione
Dieci. Basta così.
Alfa Romeo non ha giocato al ribasso.
Niente 50, niente 100, niente “forse un’altra serie”.
Solo 10 esemplari.
Tutti già assegnati.
Il prezzo? Non dichiarato.
Ma considerando che una Quadrifoglio “normale” supera abbondantemente i 100.000 euro, qui siamo tranquillamente in un’altra galassia.
E onestamente?
Chi compra un’auto così non chiede il prezzo.

Conclusione
Non è un’auto. È un manifesto.
La Giulia Quadrifoglio Luna Rossa non serve a vendere volumi.
Serve a ricordare al mondo che Alfa Romeo sa ancora fare paura.
È un’auto che:
- non chiede scusa
- non cerca consenso
- non ha bisogno di spiegazioni
Dieci persone al mondo avranno la fortuna di guidarla.
Tutti gli altri potranno solo guardarla e pensare la stessa cosa:
“Ecco perché amiamo ancora le auto.”













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