Niente retorica.
Niente favole.
Solo cronometro, sabbia e nervi saldi.
Alla Jordan Baja 2026, secondo round della FIA World Baja Cup, l’Italia non si è presentata con una carovana di team.
Si è presentata con un solo equipaggio.
Ed era tutto rosa. Ma non come pensate voi.
Camelia Liparoti e Erika Mengozzi, a bordo del Yamaha YXZ1000R, erano l’unico team italiano in gara.
E nel deserto di Wadi Rum non si sopravvive per caso.
Wadi Rum non è Instagram. È selezione naturale.
La Jordan Baja si corre tra rocce, sabbia e distese infinite nel cuore del Wadi Rum.
Speciali tecniche. Navigazione complessa. Punti di riferimento che sembrano tutti uguali.
Qui non basta avere piede.
Serve testa.
La navigazione è chirurgia pura:
- waypoints da centrare al metro
- linee da scegliere quando la sabbia cambia consistenza
- gestione del ritmo per non distruggere il mezzo
E in questo scenario l’equipaggio numero 410 ha fatto una cosa semplice, ma devastante: ha portato a casa la gara.
La classifica che conta davvero 🏁
Parliamo chiaro.
I numeri sono questi:
- 🥇 Prime tra tutti gli equipaggi femminili presenti in gara
- 🔝 Decima posizione assoluta in classifica generale
- 🏆 Podio stagionale nella prima parte della FIA World Baja Cup
Non stiamo parlando di “partecipazione simbolica”.
Stiamo parlando di performance vera.
E tutto questo con:
- una penalità di 1 minuto per overspeed
- un problema di alimentazione carburante nell’ultima tappa
- condizioni estreme di temperatura e navigazione
Senza quel minuto.
Senza quel problema tecnico.
La classifica avrebbe avuto un sapore ancora più cattivo.
Ma il rally raid non vive di “se”.
Vive di quello che porti al traguardo.
E loro hanno portato un risultato pesante.
Camelia Liparoti: esperienza che pesa
Camelia non è nuova a questo ambiente.
Plurivincitrice della FIA Women’s Cross-Country Rallies World Cup, veterana della Dakar, presenza costante nel panorama internazionale.
Ma qui non conta il curriculum.
Conta la gestione.
Sempre con il suo “Pink”, sempre con la Pantera Rosa come mascotte, ma sotto il casco non c’è folklore:
c’è esperienza pura.
Nel deserto non puoi improvvisare.
Lei non lo fa mai.
Erika Mengozzi: la navigazione è un’arte
La navigazione è la metà della gara.
Chi non lo capisce, non finisce le Baja.
Erika Mengozzi non è una passeggera.
Ha esperienza vera, maturata anche al fianco di Amerigo Ventura su Yamaha.
Nel Wadi Rum ha dimostrato:
- precisione
- gestione mentale
- affiatamento totale con Camelia
E quando hai un equipaggio interamente femminile che gira con quella lucidità in mezzo a un contesto altamente competitivo…
il rispetto arriva da solo.
Overspeed e carburante: il rally raid è crudele
Un minuto di penalità per overspeed.
Un problema di alimentazione nell’ultima tappa.
Il rally raid è così:
ti concede pochissimo margine.
Eppure, nonostante questo, l’equipaggio 410 ha chiuso decimo assoluto.
Non è una posizione “di consolazione”.
È una posizione che dimostra solidità.
Nel deserto non conta solo chi attacca.
Conta chi arriva.
Perché questo risultato pesa
Per tre motivi chiari:
- Unico equipaggio italiano presente
- Primo tra gli equipaggi femminili
- Top 10 assoluta in una gara tecnica e selettiva
La Jordan Baja 2026 non è stata una passerella.
È stata una prova di maturità.
E Camelia Liparoti ed Erika Mengozzi hanno dimostrato che nel rally raid moderno non esistono quote rosa.
Esistono risultati.
Il messaggio è semplice
Nel rally raid:
- non importa il colore della livrea
- non importa il genere
- non importa la narrazione
Importa il tempo finale.
E alla Jordan Baja 2026, il tempo finale dice che l’Italia, anche con un solo equipaggio, sa ancora stare nella parte alta della classifica.
Il deserto non applaude.
Seleziona.
E loro sono passate. 🔥🏁

















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