A Modena non hanno acceso solo i motori.
Hanno acceso gli amplificatori.
Fino al 16 febbraio 2027, il Museo Enzo Ferrari ospita “The Greatest Hits – Music Legends and their Ferraris”, una mostra che mette insieme due ossessioni globali: la velocità e il suono.
Non è un’esposizione nostalgica.
È un dialogo tra V12 e chitarre elettriche. Tra cavalli meccanici e rockstar.
Lennon, Jagger, Pavarotti: quando il garage vale quanto uno studio di registrazione
Negli anni Sessanta, nel pieno della Beatlemania, John Lennon entra al Salone di Londra e si innamora di una Ferrari 330 GT 2+2 blu scura. Venticinque anni, fama mondiale, e una Gran Turismo italiana che diventa parte della sua identità.
Negli anni Ottanta, mentre i Pink Floyd preparano il tour di A Momentary Lapse of Reason, il batterista Nick Mason mette sul tavolo la sua Ferrari 250 GTO del ’62 – una delle 36 prodotte – come garanzia per sbloccare il finanziamento dello spettacolo. V12 da 295 cavalli. Altro che chitarra di riserva.
E poi c’è Mick Jagger, che nel 1985 vola a Maranello per ritirare la sua Ferrari GTO biturbo da 400 cavalli. Per il frontman dei Rolling Stones, la consegna non è un acquisto. È un rito.
Infine, il legame più emotivo: Luciano Pavarotti. Modenese come Ferrari. Nei primi anni Novanta sceglie la F40, l’ultimo modello seguito personalmente da Enzo Ferrari prima della scomparsa. Non è solo un’auto. È un simbolo di orgoglio territoriale.
Un percorso tra biografie, cilindri e aneddoti
La mostra non si limita a esporre carrozzerie lucide.
Costruisce un racconto.
Tra fotografie, contenuti audio e podcast realizzati con Chora Media, la voce di Federico Buffa accompagna i visitatori dentro le storie: dettagli tecnici, scelte personali, momenti chiave.
Accanto alle icone già citate, troviamo:
- la Ferrari 250 GT Lusso di Herbert von Karajan
- la one-off SP12 EC realizzata per Eric Clapton
- la Mondial Cabriolet legata a Madonna
- la 250 LM di Cher
- la 250 GT 2+2 di Maria Callas
- la 512 TR di J Balvin
- la SF90 XX destinata a Swizz Beatz
È un catalogo che attraversa epoche, generi, continenti. Dal direttore d’orchestra al rapper.
Il 18 febbraio: rito ferrarista
L’inaugurazione non è casuale.
Ogni 18 febbraio, giorno del compleanno del fondatore, Ferrari apre una nuova esposizione.
«Enzo Ferrari oggi avrebbe festeggiato 128 anni», ha ricordato il direttore dei Musei Ferrari, sottolineando come memoria e visione futura camminino insieme.
Nel 2025 i Musei Ferrari di Modena e Maranello hanno superato 890 mila visitatori. Non un dato. Un fenomeno culturale.
Ferrari e Jazz Open Modena 2026: motori e sax 🎷🏎️
Il timing è chirurgico.
Ferrari sarà premium sponsor del debutto italiano di Jazz Open Modena, dal 13 al 18 luglio 2026. Il celebre festival nato a Stoccarda nel 1994 sbarca nella Motor Valley con artisti come:
- Moby
- Gregory Porter
- Diana Krall
- Jamie Cullum
- Joss Stone
- Jean-Michel Jarre
- Luca Carboni
- Parov Stelar
- Meute
Un melting pot sonoro tra jazz, soul, pop, rock ed elettronica.
«La parola che mi piace di più è open», ha dichiarato Benedetto Vigna. «Ferrari costruisce auto capaci di trasmettere emozioni uniche. Anche la musica funziona così.»
E in fondo, un V12 Ferrari e un assolo jazz hanno qualcosa in comune:
non li ascolti.
Li senti nello stomaco.
Una storia che non è marketing. È identità.
C’è un aneddoto che racconta tutto: quando Miles Davis atterrò a Ginevra per un festival jazz, trovò ad attenderlo una Ferrari nera. La guardò e disse: «Portatemi una rossa». Poco dopo tornò con una rossa.
Perché Ferrari non è un mezzo.
È una dichiarazione.
The Greatest Hits: fino al 16 febbraio 2027
La mostra resterà aperta tutti i giorni (chiusura solo il 25 dicembre e 1° gennaio) fino al 16 febbraio 2027.
Non è un’esposizione per nostalgici.
È un viaggio dentro un’idea di eccellenza italiana che dialoga con la cultura globale.
Motori e musica non sono mondi paralleli.
Sono due modi diversi di cercare la stessa cosa:
emozione pura.
E a Modena, per una volta, il Cavallino non corre.
Suona. 🎶🔥













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