Ci sono eventi che si fanno perché bisogna farli, e poi c’è l’Eco Raduno Carnia 4×4: una cosa viva, una creatura fatta di piste, profumo di resina, chiacchiere davanti a un frico caldo e mani sporche di terra. Questo raduno porta nel nome la sua identità fin dagli albori – Eco perché il rispetto ambientale è sempre stato al centro, Raduno Carnia perché il territorio è protagonista e Memorial Titta Concina perché l’intero evento è dedicato alla memoria della guardia forestale scomparsa. Per trent’anni, in Carnia, l’ultimo weekend di giugno non è stato un appuntamento in calendario: è stato un rito di passaggio. Ed ora, dal 19 al 21 giugno 2026, questa comunità torna su quelle strade e quei ghiaioni per il 30° anniversario, con l’orgoglio di chi sa di aver costruito una storia che vale la pena raccontare.
Radici profonde: la nascita di un raduno vero
Quando a metà anni Novanta un gruppetto di appassionati si mise in testa di attraversare la Carnia con i propri fuoristrada, non immaginava di dare il via a una delle tradizioni più longeve d’Italia. Le prime edizioni erano spartane: pochi veicoli, roadbook disegnati a mano e tanta voglia di fare qualcosa che andasse oltre la mera prova tecnica. Già allora, però, c’era un’idea chiara: il fuoristrada come strumento di scoperta e rispetto. Nel 2011, alla quindicesima edizione, il raduno contava 47 veicoli e quattro quad che, sotto una pioggia battente, raccolsero quasi 13 quintali di rifiuti lungo le strade di Tolmezzo, Cavazzo e Villa Santina. Non era un caso: fin dagli albori, gli organizzatori avevano inserito l’elemento ecologico come parte integrante del divertimento, pesando i rifiuti raccolti alla storica Piazzola Ecologica di Tolmezzo, da sempre sede della raccolta, e premiando chi portava via più immondizia. È nato così l’Eco Raduno, precursore di un modo diverso di vivere il 4×4.
Questa impostazione è rimasta il filo rosso di tutte le edizioni successive. Nel 2011 Luca Bevilacqua su Land Rover 110 trionfò nella classifica ecologica; nel 2015 si contarono 86 km di tracciato con 47 equipaggi che misero insieme quasi 13 quintali di rifiuti e degustarono formaggi del Caseificio di Enemonzo e dolci della Pasticceria De Marchi. Ogni edizione era un racconto: pioggia e fango, panorami mozzafiato, sosta immancabile al caseificio, e la consapevolezza che stare nella natura comporta anche prendersene cura.
La memoria di Titta Concina: oltre il numero sulla targhetta
Il raduno porta nel suo nome l’eredità di Titta Concina, una guardia forestale tragicamente scomparsa in servizio. Dedicargli l’evento non è stato un gesto di circostanza: è il modo in cui un gruppo di appassionati ricorda a se stesso che dietro ogni pista c’è una persona, una comunità, un lavoro per proteggere questi boschi. Ogni briefing inizia con il suo nome. Nel corso degli anni sono nati anche i “Memorial Titta Concina”: prove speciali o momenti di raccolta che mantengono viva la sua memoria. Il 30° anniversario non fa eccezione: sarà l’occasione per celebrare la storia umana dietro ai motori.
Equipaggi dal mondo: un raduno internazionale
Man mano che passavano gli anni, la voce del Carnia 4×4 attraversava i confini. Nel 2019, all’edizione numero 23, c’erano equipaggi da tutte le regioni d’Italia, ma anche da Slovenia, Germania, Svizzera, Croazia, Stati Uniti e perfino dal Medio Oriente. Il raduno, diventato un vero campeggio nella natura con notte a Clap Forat e pastasciutta sotto le stelle, attirava 96 partecipanti con auto, quad e ATV di ogni marca: Nissan Patrol, Mitsubishi Pajero, Suzuki Jimny e Samurai, Ford Ranger, Toyota, Unimog. La classifica ecologica vide trionfare Manuel Bidoli con il suo Mercedes Unimog, premiato con un soggiorno benessere grazie alla quantità di ferro e tubi raccolti.
Nel 2021, nonostante le restrizioni pandemiche, 80 equipaggi (tra cui quad e side‑by‑side) arrivarono da tutta Italia, dalla Slovenia e persino da Israele, mantenendo il distanziamento e caricando i rifiuti sull’Iveco della Protezione Civile. Il bottino di rottami fu scaricato ad Tolmezzo, tra i sorrisi di chi aveva raccolto tubi e pneumatici. A vincere la classifica ecologica furono sei quad, mentre il premio al team più numeroso andò a una scuderia di Verona; Renzo Morelli su Nissan Patrol ricevette un riconoscimento per essere tornato una decina di volte. Le prove di guida, tra fangaie e ghiaioni, videro sfidarsi Defender superpreparati, Nissan Y60 Nismo, SSV Yamaha e i piccoli e agili Suzuki Jimny, Samurai e Gran Vitara.
Nel 2024, alla 28ª edizione, il raduno – da sempre denominato Eco Raduno Carnia 4×4 Memorial Titta Concina – vide 68 veicoli provenienti da Austria, Germania, Croazia, Argentina e Italia. Le condizioni meteorologiche imposero modifiche al tracciato, ma il fascino rimase intatto: 115 km tra fango, boschi e paesaggi mozzafiato. Gli equipaggi raccolsero circa 20 quintali di materiali (ferro, pneumatici, sanitari), dimostrando che un evento sportivo può essere al contempo un’azione di tutela. Fu la prima edizione con partnership ufficiale Jeep Italia, e l’ONG Protection4Kids portò la sua missione umanitaria in mezzo ai fuoristradisti. Tra i vincitori spiccarono Sebastiano Casagrande su Toyota Land Cruiser e Alex Puppat su Mercedes GD250; un premio speciale andò a Renzo Morelli, veterano che richiede sempre il numero 17, e ai veicoli più simpatici: la Panda 4×4 di Flavio Tilotti e l’Haflinger Puch di Felix Wegleiter. Il club più numeroso arrivò dall’Austria, con 11 veicoli, e il partecipante più lontano giunse da Ragusa con il suo Suzuki Gran Vitara.
Nel 2025, la 29ª edizione segnò un’altra svolta: 74 equipaggi di cui 16 dall’Austria, 2 dalla Germania, 3 dalla Slovenia, uno dall’Argentina, uno dal Perù e uno dalla Colombia. Un raduno con 109 km di percorso che toccava Villa Santina e culminava alla Piazzola Ecologica di Tolmezzo. Si racconta ancora del veterano Fulvio Tilotti, settantenne che con la sua Panda 4×4 tenne testa alle Jeep e ai Land Cruiser, e della giovane Martina Puppat con il suo Mercedes G che affrontò il raduno per la prima volta. A fine giornata, ad Amaro, premi per chi aveva raccolto più rifiuti e per gli equipaggi arrivati da lontano. La platea era un mosaico di lingue e accenti, a dimostrazione che la reputazione internazionale del Carnia 4×4 non era più solo una leggenda.
Questi numeri raccontano una cosa semplice: il Carnia è diventato un raduno globale. Non importa da dove arrivi o che mezzo guidi, qui trovi un posto dove la passione parla una lingua comune. Nel manifesto dei trent’anni questa dimensione è un orgoglio da rivendicare: nel 2026 ci si aspetta equipaggi dall’Europa, dalle Americhe e chissà, forse da nuovi continenti.
Ecologia come DNA: la raccolta che fa la differenza
Se c’è una cifra che distingue questo raduno, è l’impegno ambientale. Non è greenwashing: è raccogliere rifiuti pesanti mentre si guida, portarli alla Piazzola Ecologica di Tolmezzo e pesare il bottino. Nel 2019 Manuel Bidoli riempì l’Unimog di ferro; nel 2011 furono 13 quintali; nel 2024 si arrivò a 20 quintali. Nel 2025, tubi di plastica, pneumatici e vetro finirono sul camion della Protezione Civile, grazie alla collaborazione tra partecipanti e volontari. L’ecologia non è un optional, ma un aspetto competitivo: c’è una classifica e in palio non ci sono solo trofei, ma soggiorni benessere, buoni spesa e prodotti tipici della Carnia. Significa che la montagna ti accoglie se tu la rispetti. Alla fine di ogni edizione, chi partecipa lascia i boschi più puliti di come li ha trovati.
L’edizione 2026: un compleanno lungo tre giorni
19 giugno: ricognizioni e memoria storica
Il raduno 2026 non partirà il venerdì come semplice sopralluogo: sarà una giornata di preparazione e di ricordo. Durante la mattinata, i volontari del Fuoristrada Club Tolmezzo sistemeranno i tracciati e la prova trial. Nel pomeriggio, un numero limitato di veicoli (su prenotazione) si muoverà verso i monumenti della Grande Guerra disseminati in Carnia. È più di una gita: è un viaggio tra trincee e fortificazioni accessibili solo con il 4×4, un modo per capire che le montagne su cui oggi si gioca con il fango hanno conosciuto ben altre battaglie. Finiremo la giornata con una cena conviviale, come ai campi base di un rally, sotto il cielo di giugno.
20 giugno: il cuore del raduno e la festa dei trent’anni
Sabato mattina, Amaro si sveglierà al rumore attutito di gomme tassellate. Dal campo sportivo, ritrovo ufficiale, la colazione sarà a base di brioche e dolci della Pasticceria De Marchi. Dopo il briefing (che i veterani chiamano ancora “breafing”, perché le tradizioni hanno anche i loro refusi), i veicoli partiranno uno alla volta per circa 100 km di strade e piste. Il roadbook proporrà varianti soft e hard: sterrati facili per i neofiti e tratti impegnativi per chi vuole mettere alla prova blocchi e verricelli. Come sempre, non sarà una gara a cronometro, ma un percorso disegnato per godersi montagna, foreste, greti di fiumi e borghi. Tra una curva e l’altra, soste gastronomiche: tappa al Caseificio Val Tagliamento per assaggiare formaggi e sosta pranzo per un panino.
La prova trial UISP, novità assoluta dell’edizione 2026, inizierà a metà mattinata: un circuito di ostacoli artificiali e naturali dove contano precisione e sangue freddo più che la velocità. A fine prova, i partecipanti potranno proseguire sul percorso o fermarsi ad ammirare gli altri concorrenti. Sullo sfondo, i campanili della Carnia e il profumo di legna che brucia nei camini.
Verso metà pomeriggio, i veicoli convergeranno nuovamente su Amaro. Prima di parcheggiare, ci sarà il passaggio alla Piazzola Ecologica di Tolmezzo: l’ultima occasione per scaricare rifiuti raccolti e guadagnare punti nella classifica ecologica. Restituiremo il roadbook e riceveremo un ricordo importante per celebrare il trentennale, un simbolo significativo dell’evento.
Alle 16:00 si aprirà il vero momento celebrativo. Sul palco, tra bandiere di club e striscioni, si alterneranno gli organizzatori storici, i sindaci dei comuni attraversati, vecchi amici che partecipano dal ’96. Ci saranno premiazioni per i migliori equipaggi delle prove di guida, per chi ha raccolto più rifiuti, per il gruppo più numeroso e per chi proviene da più lontano. E poi musica dal vivo, birra artigianale, panini con frico, balli improvvisati. Sarà il compleanno di tutti: di chi c’era alla prima edizione e di chi arriva per la prima volta quest’anno.
21 giugno: salutare le malghe e guardare avanti
La domenica non sarà una semplice coda. Si formerà una colonna ordinata e si salirà verso le malghe alpine della Carnia. Qui il paesaggio si apre su prati verdi e cime ancora imbiancate. È il momento di respirare, di fare foto con gli amici incontrati il giorno prima, di mangiare un panino seduti sull’erba e raccontarsi aneddoti. La colonna tornerà ad Amaro nel pomeriggio, con la sensazione di aver chiuso un cerchio: in tre giorni si sarà passati dalla storia della Grande Guerra al futuro del fuoristrada, dalla festa di un anniversario alla quiete delle malghe.
Un manifesto per i prossimi trent’anni
Il Carnia 4×4 non è un raduno qualunque. È un laboratorio di ecologia praticata, un luogo dove il rispetto per l’ambiente è misurato a quintali di rifiuti raccolti. È una comunità internazionale in cui un equipaggio argentino può scambiarsi consigli con un pensionato friulano, e dove una giovane debutta accanto a veterani settantenni senza sentirsi fuori posto. È un evento che ha saputo evolversi: dal roadbook di carta al GPX scaricabile su smartphone, dai 47 veicoli del 2011 ai 74 del 2025, dalla raccolta di 13 quintali ai 20 quintali rimossi nel 2024.
Festeggiare il trentennale significa anche ribadire i principi fondanti:
- Montagna e rispetto: ogni pista percorsa è un privilegio, non un diritto. La Carnia si offre a chi la tratta con cura.
- Ecologia come competizione: vincere non è solo arrivare prima o fare meno penalità: è riportare a valle più rifiuti di quanti se ne trovino.
- Comunità senza confini: non importa la targa o il modello, al raduno si è tutti sulla stessa strada. Dal Medio Oriente al Sud America, dall’Austria a Verona, ognuno porta la propria storia e torna a casa con altre mille.
- Memoria viva: ricordare Titta Concina, ma anche tutti quelli che hanno dedicato tempo e passione, dalle guardie forestali ai volontari della Protezione Civile, da chi cucina il frico a chi traccia la pista.
- Innovazione e tradizione: roadbook digitali, partnership con brand automobilistici e ONG, ma anche la colazione con i dolci della Pasticceria De Marchi e le soste al Caseificio Val Tagliamento.
Il raduno non vuole diventare un festival turistico senz’anima, né rimanere un ritrovo di pochi nostalgici. Vuole evolversi, aprirsi, ma restare fedele alla sua essenza: fuoristrada vero, montagne vere, persone vere. E chiede a chi partecipa di fare lo stesso: portare passione, rispetto e voglia di condividere.
La Carnia vi aspetta a giugno, con strade pronte, trial segnati, malghe in fiore e una comunità che ha voglia di festeggiare. Se siete pronti a sporcarvi le mani, a riempire il cassone di rifiuti e il cuore di ricordi, allora questo manifesto è scritto per voi. Benvenuti al 30° Eco Raduno Carnia 4×4 Memorial Titta Concina: trent’anni di storia alle spalle, una montagna intera davanti.














Leave a Reply
View Comments