Omoda e Jaecoo “made in Britain”? Il mondo dell’auto sta cambiando sul serio
Se dieci anni fa qualcuno avesse detto che un costruttore cinese avrebbe prodotto auto negli stabilimenti storici britannici, lo avremmo mandato a casa.
Oggi, invece, è tutto drammaticamente plausibile.
Chery è in trattative avanzate con Jaguar Land Rover per utilizzare alcuni impianti UK del gruppo controllato da Tata Motors e costruire in loco veicoli dei marchi Omoda e Jaecoo.
Sì:
👉 auto cinesi, prodotte in Inghilterra, per l’Europa.
Benvenuti nel 2026.
Le fabbriche UK tornano vive (grazie alla Cina)

Sul tavolo ci sono stabilimenti JLR oggi sotto-utilizzati, nomi pesanti:
- Halewood
- Solihull
- Castle Bromwich
Fabbriche con storia, competenze, operai qualificati…
ma con linee produttive ferme o rallentate.
Chery non arriverebbe come “ospite”, ma come partner industriale capace di:
- riempire capacità inutilizzata
- rimettere in moto la manifattura
- trasformare impianti UK in hub produttivi globali
🔥 Non colonizzazione. Sopravvivenza industriale. 🔥
Politica favorevole: Londra dice sì

Il contesto politico è tutto fuorché casuale.
Il governo britannico guidato da Keir Starmer guarda con estremo interesse all’operazione.
Obiettivo dichiarato:
👉 portare la produzione auto UK da 738.000 unità (2025) a 1,3 milioni entro il 2035.
Tradotto:
- più produzione
- più occupazione
- meno fabbriche fantasma
E se per farlo serve la Cina, Londra non si tira indietro.
Per Chery è una mossa da scacchi, non da improvvisazione ♟️


Per Chery produrre nel Regno Unito significa:
- aggirare dazi europei
- ridurre costi logistici
- accreditarsi come marchio “quasi locale”
- aumentare la competitività di Omoda e Jaecoo in Europa
Non è la prima volta:
- stabilimento acquisito a Barcellona
- accordi produttivi in Sudafrica
- esportazioni in crescita costante
🔥 Chery non esporta più solo auto. Esporta industria. 🔥
JLR e Chery: una storia che parte da lontano


Questa potenziale alleanza non nasce dal nulla.
Dal 2012, JLR e Chery condividono una joint venture in Cina, con:
- produzione locale di SUV JLR
- sviluppo congiunto di componenti
- modelli dedicati al mercato cinese
E oggi la collaborazione si spinge oltre, includendo:
- piattaforme Chery
- sinergie elettriche e ibride
- progetti come Freelander EV su base tecnologica cinese
Il cerchio si chiude:
👉 prima JLR produceva in Cina, ora la Cina produrrebbe in UK.
Il messaggio è brutale (e chiarissimo)
🔥 L’Europa non è più il centro del mondo automotive. 🔥
Chi ha:
- piattaforme
- volumi
- velocità di sviluppo
vince.
E oggi quei numeri li ha la Cina.
Se JLR apre le porte a Chery, non è una resa.
È adattamento alla realtà.
Conclusione: non è una notizia. È un segnale epocale.
Auto cinesi prodotte in fabbriche britanniche.
Per il mercato europeo.
Con il benestare politico.
Questa non è fantascienza.
È l’automotive del prossimo decennio.
E chi pensa che basti scrivere “premium” sul cofano…
🔥 sta già perdendo. 🔥













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