Il deserto del Mar Rosso non è una cartolina per turisti. È un banco di prova per uomini, mezzi e nervi.
La Jordan Motorsport ospiterà ad Aqaba il secondo round della FIA World Baja Cup e della FIA Middle East Baja Cup.
Due coppe.
Un solo deserto.
Zero scuse.
Il terreno che spacca le classifiche
Aqaba non è solo sabbia da Instagram. È un mix letale:
- Tratti veloci che ti illudono
- Sezioni tecniche su pietra che distruggono sospensioni
- Navigazione che punisce ogni errore
- Sabbia morbida che diventa trappola
Qui non vince chi attacca a testa bassa. Vince chi legge il terreno.


Due classifiche, una sola pressione
Il bello – e il veleno – di questo round è che mette insieme due battaglie parallele.
Chi corre per la World Baja Cup pensa al titolo globale.
Chi lotta per la Middle East Baja Cup conosce queste piste come il cortile di casa.
Ed è proprio qui che nasce il conflitto strategico:
- Difendere punti mondiali?
- Attaccare per il campionato regionale?
- O giocarsi tutto in una speciale?
Aqaba può essere un trampolino… o un disastro.
La Giordania non fa comparsate
La scelta di Aqaba come base operativa non è casuale.
La Giordania sta consolidando il proprio ruolo nel panorama internazionale rally raid.
Il Medio Oriente non è più “nuova frontiera”.
È un epicentro.
Cosa può cambiare questo round
Le Baja sono sprint brutali. Non hai settimane per recuperare. Hai ore.
Aspettatevi:
- Distacchi minimi
- Strategie carburante aggressive
- Errori di navigazione decisivi
- Meccanica sotto stress costante
Chi esce da Aqaba con il bottino pieno manda un segnale chiarissimo al campionato 2026.
Chi sbaglia…
Il deserto non dimentica.













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